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Scelta ferie in Luxottica: quest'anno sarà online!




In base a quanto stabilito nell'accordo del 1 aprile, da lunedì 8 giugno sarà disponibile tramite il sito aziendale la scelta delle 3 settimane di ferie estive: per gli operai sarà disponibile un modulo apposito online mentre gli impiegati invece non avranno il modulo ma prenoteranno direttamente tramite la gestione presenze di My Personal Desk come di consueto.
La scelta tramite il modulo potrà essere fatta direttamente online dal 8 giugno in mattinata fino al 14 giugno, l'azienda avrà poi una settimana di tempo dal 15 al 21 giugno per valutare le richieste in base alle esigenze di organizzazione produttiva e poi darà la risposta ad ogni lavoratore. Per gli impiegati le tempistiche potranno essere leggermente diverse. Nel caso non fosse possibile concedere le ferie nel periodo richiesto, le persone interessate avranno comunque la possibilità di scegliere un altro periodo, sempre da giugno a ottobre come previsto dall'accordo.
La settimana di Ferragosto sarà comune a tutti in quanto lo stabilimento sarà chiuso, tranne alcuni enti e uffici che come di consueto non possono interrompere completamente l'attività. In pratica restano da scegliere le 2 settimane restanti, da programmare tra giugno e ottobre con le seguenti regole: la settimana immediatamente precedente oppure successiva a quella di Ferragosto avrà un limite di assenza complessivo del 50% e sarà possibile scegliere l'una o l'altra di queste settimane ma non entrambe; le 2 settimane adiacenti a queste ultime prevedono un'assenza massima complessiva del 30%; per le restanti settimane l'assenza massima resta quella consueta del 20%. Sarà comunque necessario che almeno 2 delle 3 settimane di ferie siano consecutive, come previsto dalla normativa e dall'accordo stesso. Ai dipendenti è comunque arrivata una comunicazione dettagliata dall'Azienda.
Va ricordato che anche i contratti part-time e PTI a 37 ore dovranno scegliere tutte e tre le settimane di ferie. Per tutti quanti, in caso non vi fossero giornate maturate di ferie sufficienti a coprire le tre settimane, viene data la possibilità di coprire le giornate mancanti con permessi o altri istituti personali, in mancanza di istituti disponibili vi è l'ulteriore possibilità di ricorrere ai PNR.
Si tratta della prima volta in cui, causa l'emergenza in atto, le ferie vengono gestite per tutti in maniera parzialmente scaglionata, questo per dare continuità alla produzione dopo il fermo forzato di marzo e aprile. Nelle prossime settimane si potrà valutare l'effettivo funzionamento di questo sistema ma anche il gradimento o meno da parte dei colleghi.

Emilio Bez
(Coordinatore Uiltec-Uil
Luxottica Agordo)
 
 


 

Servizio autobus per Valcozzena: qualche progresso.




Alcune delle domande più ricorrenti che riceviamo riguardano i trasporti per recarsi al lavoro e in particolare il servizio di autobus ma la situazione in questo periodo è ovviamente molto complessa. 
Dalla ripresa dell'attività fino ad oggi, non vi era più stato un servizio autobus utilizzabile dai lavoratori della zona di Valcozzena-Brugnach poichè le pochissime corse attive in questo periodo transitavano solamente dall'autostazione di Agordo. Dal 7 maggio Dolomitibus ripristina anche il tratto di collegamento con la zona industriale di Agordo, come riportano l'orario sul sito: https://dolomitibus.it/files/orari/coronavirus/Linea5-CV2.pdf
Di conseguenza, alcune corse di linea diventeranno nuovamente utilizzabili dai lavoratori a giornata dell'area ma restano diverse tratte non ancora riattivate né a giornata né tantomeno a turni.
Non c'è da meravigliarsi, vista la complicata situazione che stanno vivendo tutte le aziende di trasporto pubblico, alle prese col susseguirsi di decreti e ordinanze dettate dall'emergenza sanitaria in cui ci troviamo da mesi e con prescrizioni da rispettare anch'esse in continua evoluzione: limitazioni al numero di passeggeri trasportabili, distanziamento dei posti, dispenser di igienizzante e altro ancora. Sarà sicuramente apprezzato quindi il ripristino del collegamento con Valcozzena anche se può servire solamente l'orario a giornata. 
Difficile fare previsioni certe su quando sarà possibile ripristinare (e con quale modalità operativa) tutte le tratte al momento sospese visto che anche i protocolli e le normative da seguire possono variare. Difficile anche prevedere quanti dei precedenti utenti ritorneranno subito ad utilizzare il trasporto pubblico e quanti invece preferiranno rimandare a tempi futuri, utilizzando per un periodo solo i mezzi propri se ne hanno a disposizione.
Una cosa però è chiara a tutti: se la mancanza degli autobus ha avuto in questo periodo un impatto relativamente limitato sulla congestione dei parcheggi, questo è dovuto al ridotto flusso quotidiano di lavoratori nell'area; con il risalire dei livelli produttivi un servizio di trasporto collettivo tornerà ad essere indispensabile.

Emilio Bez
(Coordinatore Uiltec-Uil
Luxottica Agordo)



Smart Working: non solo durante l'emergenza.




Ormai da molte settimane, con l'aggravarsi di questa emergenza sanitaria e le misure di prevenzione sempre più stringenti, il cosiddetto "lavoro agile" è diventato una risorsa indispensabile sia per gli enti pubblici che per le aziende private.
Di smart working in Luxottica si era parlato in fase di trattativa del CIA lo scorso anno ed una volta firmato l’integrativo la sede di Milano era partita a sperimentare questa tipologia di lavoro, sia pure con alcune riserve e limitazioni.
Nello stabilimento di Agordo c’erano i presupposti per partire nel 2020 dopo aver individuato le aree/uffici dove era possibile implementare il lavoro da casa. L'emergenza dovuta al Covid-19 ha dato un’accelerazione esponenziale all’utilizzo del lavoro agile, in quanto tra le misure di prevenzione espressamente suggerite dal Governo vi era appunto il ricorso allo smart working ovunque possibile e senza vincoli.
Diversi colleghi da inizio marzo in poi hanno guardato con una punta di invidia quegli impiegati che lavoravano da casa, qualcuno forse lamentando un diverso trattamento tra dipendenti Luxottica, visto che gli operai erano purtroppo "costretti" ad andare a lavorare in azienda nonostante la preoccupazione per il virus mentre gli impiegati potevano svolgere le loro mansioni da casa. Ovviamente le ragioni di tale differenza sono puramente tecniche, visto che gli strumenti necessari per svolgere un lavoro d'ufficio a casa sono il pc portatile ed una connessione wifi mentre il lavoro in produzione deve materialmente essere svolto in fabbrica con tutte le attrezzature e con l'organizzazione necessaria. Non tutti gli impiegati però hanno avuto la possibilità di passare allo smart working, tra questi vi era chi non ha un computer, una connessione internet in casa oppure svolge una mansione tale da richiedere comunque la presenza in azienda.
Per chi invece ha potuto cimentarsi con il lavoro agile, la novità, seppur arrivata all’improvviso ed in un momento non certo felice visto il propagarsi dell’epidemia, ha presentato dei pro e dei contro.
Per quel che riguarda la mia mansione, io e le mie colleghe eravamo forse facilitate in quanto già in situazioni normali per comunicare con i colleghi di Milano utilizzavamo molto lo strumento di Teams o di Skype sia per delle riunioni che per condividere file ed informazioni. Personalmente durante lo smart ho lavorato molto di più: sarà perché vivo da sola e, causa le restrizioni in atto, non ho figli o parenti che mi vengano a trovare ma in questi giorni ma, nonostante dovessi garantire la presenza nel consueto orario dalle 9 alle 18, già alle 8 ero con il pc acceso per controllare le mail e non lo spegnevo prima delle 18.30/19 senza contare che la pausa pranzo la fai ma sempre con un occhio al monitor del pc e che lo straordinario se sei in smart non ti viene riconosciuto. E’ sicuramente vero che lavori in modo più rilassato, sei a casa, non ti devi spostare quindi risparmi i costi di trasporto ma non hai il pranzo in mensa, devi riscaldarti la casa invece di abbassare il termostato durante il giorno, utilizzare l’energia elettrica di casa e la tua connessione dati. Inoltre una cosa forse banale ma di cui ho sentito la mancanza sono stati i contatti sociali: la battuta tra colleghe, la pausa caffè in compagnia… ci sono state delle mattine che arrivava l’ora della pausa pranzo e mi rendevo conto che non avevo nemmeno scambiato una parola con nessuno (ad eccezione delle mail inviate e ricevute). Alcune persone, in questo caso mi vengono in mente le mamme con i bambini a casa, avranno forse trovato più difficoltà di me lavorando in smart: l’uscire di casa per andare in ufficio ti permette di staccare dalla vita famigliare e concentrarti maggiormente sul lavoro anche se, in questo periodo di scuole chiuse, lo smart working è stato comunque di grande aiuto. Chi invece ha continuato ad andare a lavorare in fabbrica (s'intende fino all'inizio della cassa integrazione che ha poi coinvolto tutti, operai e impiegati) avrà certamente notato che lo smart working per centinaia di impegati ha avuto l'effetto collaterale di ridurre in parallelo l'affollamento dei parcheggi in Valcozzena come anche le file in mensa, un risultato non da poco.
Sicuramente la fine di questa emergenza sanitaria non è dietro l'angolo, ci vorrà il suo tempo e già si sa che alcune cose difficilmente torneranno come prima. Tra queste, in senso positivo, possiamo mettere il nostro lavoro di impegati. In questo periodo lo smart working è una necessità inderogabile dovuta all'emergenza ma ha dimostrato di funzionare complessivamente bene pur se introdotto a tappeto praticamente dall'oggi al domani, bypassando di fatto la graduale sperimentazione prevista in origine. Un domani, con più calma, si potrà concordare un giusto equilibrio tra lavoro tradizionale in ufficio e smart working.
Viviana De Rocco
(Delegata Uiltec-Uil
Luxottica Agordo)
 
 
 

Cassa integrazione o istituti personali: una scelta volontaria.




Come previsto in accordo con le parti sindacali parti sindacali, l'Azienda ha reso disponibile ai dipendenti il modulo per la scelta volontaria sulla cassa integrazione, ovvero per decidere se utilizzare o meno i propri istituti (permessi, banca ore, fit...) a copertura delle giornate di cassa integrazione. Il modulo è compilabile online nella propria area riservata sul sito aziendale.
Come già detto e come viene correttamente spiegato sul sito aziendale, ribadiamo che si tratta di una scelta indivuduale e volontaria, tranne per quanto riguarda le ferie vecchie, maturate fino al 31 agosto 2019, che vengono inserite in automatico come prevede l'INPS. Tutti coloro che intendono salvaguardare i propri istituti (quindi vogliono lasciare così com'è la cassa integrazione per le giornate interessate del mese di marzo) non devono compilare alcun modulo.
La scelta sarà comunque effettuabile mese per mese, sempre sul sito aziendale. L'azienda darà comunque supporto telefonico per l'eventuale compilazione, nelle modalità comunicate direttamente ai dipendenti.
Sul lato economico è da tener presente che nel caso di Luxottica la cassa integrazione è stata attivata a partire dal 16 marzo. Di conseguenza, la retribuzione di questo mese sarà composta da una parte di retribuzione piena (fino al 15 marzo) e una parte di cassa integrazione, variabile a seconda delle giornate eventualmente lavorate dopo il 16 marzo. Il divario economico con l'abituale retribuzione sarà quindi più contenuto rispetto ad un ipotetico mese di sola cassa integrazione. Detto questo, ognuno deciderà in base alle proprie valutazioni.
 
 
Emilio Bez
(Coordinatore Uiltec-Uil
Luxottica Agordo)
 
 


Cassa integrazione in Luxottica: alcune cose da tener presente.




Come è noto, la scorsa settimana tra parti sindacali e Luxottica era stata raggiunta un'intesa sull'utilizzo della cassa integrazione guadagni per gestire l'emergenza covid-19. In seguito è stato definito un accordo quadro con le linee guida per l'applicazione, comuni a tutte le sedi e stabilimenti italiani.
Per una migliore informazione, gli accordi dovrebbero sempre essere letti di persona da ogni lavoratore interessato, proprio per questo da anni facciamo il possibile per renderli disponibili a tutti.
Qui di seguito invece trovate alcune brevi considerazioni sugli ultimi accordi riguardanti la cassa integrazione in Luxottica.

Viene ribadito che le disposizioni sulla cassa integrazione valgono trasversalmente per i dipendenti del gruppo Luxottica, in qualunque sede italiana.

L'azienda effettuerà una rotazione tra i dipendenti compatibilmente con le esigenze tecnico-produttive: questo significa che si cercherà di ripartire il numero di giornate in cassa integrazione alternando le presenze al lavoro ma questo potrà condizionato da vari fattori, in ogni caso durante gli incontri periodici tra azienda e sindacato si faranno le dovute verifiche.

Prima della collocazione in cassa integrazione, si ribadisce che saranno fatte fruire ove disponibili le ferie vecchie ovvero solo quelle maturate negli anni precedenti fino al 31 agosto 2019. Per quanto riguarda tutto il resto (ferie dell'anno in corso, permessi, fit, banca ore) sarà esclusiva volontà del singolo dipendente utilizzarli o meno in luogo della cassa integrazione. Questo punto è molto importante poiché avevamo ricevuto segnalazioni su qualche area, più che altro uffici, dove le persone venivano, diciamo così, "invitate" ad utilizzare persino le ferie dell'anno in corso per coprire le giornate di fermo.

Viene istituita la Cassa Etica Covid-19 alla quale i dipendenti potranno, su base volontaria, cedere ore di istituti individuali (permessi e altro) in maniera analoga a quanto avviene ora con la Banca Ore Etica. Le regole e il funzionamento di questa Cassa Etica Covid-19 verranno prossimamente definite con un ulteriore accordo dedicato.

Verranno valutate, prendendo il tempo necessario, eventuali ulteriori proposte delle parti sindacali, quali ad esempio la possibilità di convertire in banca ore l'anticipo del premio di produzione, attualmente utilizzabile solo per servizi welfare.


Accordo del 19 marzo:
https://drive.google.com/open?id=11x1t4Md1mQ4c-CiDfPAf6z0oKxizUhwH

Accordo del 23 marzo:
https://drive.google.com/open?id=1Z8NZx_6WWVSST0Gx_lgXV7exp-aLU4S-



Emilio Bez
(Coordinatore Uiltec-Uil
Luxottica Agordo)


Cassa integrazione Vs ferie arretrate.



Abbiamo ricevuto segnalazioni da alcuni colleghi Luxottica, i quali chiedono chiarimenti riguardo l'inserimento da parte dell'azienda delle ferie arretrate in sostituzione della cassa integrazione prevista dall'accordo sindacale del 14 marzo.
Sono da considerarsi come ferie arretrate esclusivamente quelle maturate ma non godute nel periodo di riferimento precedente ovvero, nel caso specifico degli operai e impiegati Luxottica, le giornate di ferie maturate fino al 31 agosto 2019.
Le giornate di ferie maturate a partire dal 1 settembre 2019 sono ferie dell'anno in corso e non sono utilizzabili in sostituzione della cassa integrazione, salvo espressa volontà del dipendente e nei limiti di quanto previsto dall'accordo.

Emilio Bez 
(Coordinatore Uiltec-Uil
Luxottica Agordo) 




L'argomento del giorno...



In questi giorni i media hanno dato ampio risalto alle numerose azioni di prevenzione messe in campo da Luxottica, in funzione dell'emergenza generale creatasi in Italia qualche giorno fa e delle conseguenti ordinanze e decreti riguardanti il coronavirus Covid-19. In linea generale, le persone hanno molto apprezzato che l'Azienda sia andata oltre le prescrizioni dettate dalle ordinanze varie ed abbia attuato ulteriori importanti misure di prevenzione. Ovviamente queste novità hanno avuto un certo impatto sulla vita quotidiana in fabbrica dei colleghi, una in particolare ha sollevato una sorta di discussione diffusa diventando un po' l'argomento del giorno, tra poco vedremo quale.
Molte delle iniziative hanno ricevuto da subito un consenso generale dai colleghi, è il caso del potenziamento delle operazioni di sanificazione, a partire dai bagni fino agli autobus utilizzati per il trasporto dei lavoratori; l'uso dei dispenser di gel igienizzante per le mani è in breve tempo diventato un must, visto che per molte persone è ormai un gesto automatico utilizzarlo dopo essersi lavati le mani. La mensa aziendale inoltre, pur partendo già da precisi standard di igiene, è stata oggetto di numerose azioni quali operazioni di sanificazione aumentate, installazione anche qui dei dispenser di igienizzante, utilizzo di guanti e mascherine da parte degli addetti al self-service e altro ancora.
La recente decisione di utilizzare posate e bicchieri monouso in plastica ha però creato immediate discussioni tra i colleghi pur avendo questi apprezzato che l'Azienda voglia fare tutto il possibile per proteggere la salute dei dipendenti. Le contrarietà diffuse sull'adozione di posate in plastica, al di là di una certa fragilità nell'uso, sono dovute ad un tema ambientale, in quanto l'attuale normativa non ne prevede il riciclo bensì lo smaltimento come rifiuto indifferenziato. Va però sottolineato che molti colleghi stanno anche proponendo soluzioni alternative meno impattanti di vario tipo. Alcuni punterebbero all'utilizzo di prodotti realizzati con materiali compostabili, altri han già annunciato che si porteranno da casa le proprie posate mentre del bicchiere faranno tranquillamente a meno, visto che per bere dalle bottigliette d'acqua non è certo indispensabile, altri ancora ritengono che per l'igiene sia sufficiente imbustare le normali posate in dotazione alla mensa, essendo lavate ad alta temperatura in lavastoviglie al pari dei piatti tuttora in uso. Alcuni hanno però suggerito una cosa ancora più semplice e ad impatto zero: ricevere le posate direttamente dagli addetti del self-service come avviene per i piatti, garantendo quindi pari igiene.
Tutta questo "dibattito" in corso sulle posate di plastica potrebbe sembrare qualcosa di marginale ma si può leggere anche come un segnale positivo: dopo diversi (e lunghi) giorni nei quali in pratica non si parlava di altro che del coronavirus, cosa peraltro inevitabile vista la tempesta mediatica in tutta Italia riguardante il Covid-19, farà piacere a molti colleghi ricominciare a discutere anche di altri argomenti.

Emilio Bez
(Coordinatore Uiltec-Uil
Luxottica Agordo)